GIANLUCA CRISTOFORETTI e GIANNI LODI presentano "H2H. HUMAN REVOLUTION"

Martedì 30 maggio alle 18,00

GIANLUCA CRISTOFORETTI e GIANNI LODI
presentano
"H2H. HUMAN REVOLUTION"
(Imprimatur edizioni)

intervengono:
VALENTINA ORIOLI (Assessore all'Urbanistica e all'Ambiente del Comune di Bologna)
LUIGI NARDACCHIONE (co-fondatore Social Street International)

modera FERNANDO PELLERANO, giornalista del Corriere di Bologna

RAUL MONTANARI presenta il romanzo "SEMPRE PIU' VICINO"

Sabato 27 maggio alle 17,00

RAUL MONTANARI
presenta il romanzo
"SEMPRE PIU' VICINO"
(Baldini & Castoldi editore)

interviene lo scrittore
ROMANO DE MARCO

Sabato pomeriggio un incontro da non perdere per i lettori di giallo e noir: Raul Montanari intervistato da Romano De Marco!
Parleranno in particolare del più recente giallo pubblicato da Raul Montanari, "Sempre più vicino", ambientato a Milano nel 2014.

Valerio ha ventisette anni e una vita vuota. Abita in un monolocale su cui aleggia la presenza del precedente proprietario, suo zio Willy, morto in odore di satanismo, che si dice avesse accumulato un tesoro mai ritrovato. Per guadagnare qualcosa, Valerio affitta l’appartamento per brevi periodi e va a dormire da un amico. Ha però un vizio: entrare in casa di nascosto dai suoi ospiti, per curiosare fra i loro oggetti e immergersi con la fantasia in esistenze diverse dalla sua. Una di loro, l’enigmatica Viola, lo colpisce al cuore. Fra i due sembra nascere qualcosa, ma Viola scompare e un detective privato che lavora per suo marito rivela a Valerio la verità: la donna è in fuga e forse il s uo passaggio da quella casa non è stato casuale.
Che c’entri in qualche modo la leggenda del tesoro dello zio Willy? Valerio e il detective si alleano per cercare Viola insieme, ed è l’inizio di un viaggio che dalle ombre che circondano la casa milanese trova il suo drammatico finale in una palude del Rio delle Amazzoni. Finché, fra scoperte dolorose e squarci di inattesa felicità, la vita di Valerio cambierà per sempre. Un libro dove i fondamenti della narrazione romanzesca (il denaro, l’amore, l’avventura, il mistero, la comicità) catturano il lettore e si fondono nel ritratto di un personaggio vero e tenerissimo. E di una generazione derubata del proprio futuro e costretta a inventarsi il presente ogni giorno, con rabbia ma anche con ironia.

Hanno detto di lui:
“Montanari ha una grande capacità di raccontare storie mescolando i registri in maniera credibile. La sua mano è leggera e pr ecisa nell’alternare la commedia, il grottesco, l’elegiaco riuscendo a scattare una fotografia generazionale senza cascami sociologici. Le pagine corrono veloci…”
(Cristina Taglietti, “La lettura”).
“Uno specialista nel creare trame al calor bianco senza versare una goccia di sangue”
(Brunella Schisa, “Repubblica”).

MATTEO ABBATE presenta "DUE CALZINI BLU"

Venerdì 26 MAGGIO ALLE 9,30

MATTEO ABBATE
presenta
"DUE CALZINI BLU"
(edizioni euno)

intervengono i ragazzi della scuola primaria Casaralta Succursale
Venerdì mattina, per gli alunni di due classi della scuola primaria Casaralta Succursale, ma anche per chi vorrà esserci, un incontro con Matteo Abbate, che ci presenta il suo libro per ragazzi "Due Calzini Blu", una raccolta di brevi racconti pensati per chi si sta avvi cinando al mondo della lettura e alla sua magia.

Insieme all'autore conosceremo i fantastici luoghi dove vivono Gianni il Pilota e il suo incubo Arnoldo, Pina Biondina e la Felicità, Giusi la ragnetta d'argento e due strani calzini col Blu parlante!

Il Progetto Lettura “Due Calzini Blu” nasce con l’obiettivo di dialogare con i bambini delle scuole primarie attraverso il linguaggio della fiaba. La lettura e il racconto della fiaba è un momento giocoso e gioioso, in cui il bambino riesce a trovare percorsi narrativi propri, liberi da schematismi che ne impediscano la crescita creativa.
Un viaggio appassionante attraverso le varie sfumature dell’esistenza, con situazioni e personaggi grotteschi, divertenti e surreali, reso ancora più entusiasmante dal linguaggio del Clown, che Matteo Abbate padroneggia con naturale disinvoltura, con spontanea allegria e sincera voglia di essere bambino tra i bambini.

GIULIANO BENINCASA presenta "QUI LA MAFIA NON ESISTE. Dalla genesi della criminalità romana all'inchiesta Mafia Capitale"

Martedì 23 maggio alle 18,00

GIULIANO BENINCASA
presenta
"QUI LA MAFIA NON ESISTE.
Dalla genesi della criminalità romana all'inchiesta Mafia Capitale"

(Castelvecchi editore)

intervengono:
ANDREA SPERANZONI,
avvocato
STEFANIA PELLEGRINI,
docente Unibo di "Mafie e Antimafie"

Martedì pomeriggio un utile aggiornamento sulle nuove Mafie, grazie al saggio di Giuliano Benincasa e ai suoi inte rlocutori.
Mafia Capitale ha dato vita a un nuovo sistema criminale, un modello ibrido in grado di muoversi tra la semplice delinquenza di strada e la Mafia dei colletti bianchi, tra l’intelligenza del disegno politico e il puro crimine organizzato, e di tessere le sue trame sulle ambiguità della realtà romana. È una Mafia nuova nata da una Mafia antica, ignorata nelle sue reali potenzialità, né altolocata né banditesca, simile a un “fiume carsico, che origina nella terra di mezzo, luogo nel quale costruisce la sua ragion d’essere e dal quale trae la sua forza, che emerge in larghi tratti del mondo di sopra, inquinandolo, per poi reimmergersi…”.

In questo libro Giuliano Benincasa ci offre un’approfondita analisi storica e sociologica sull’evoluzione dei sistemi criminali nella capitale: uno studio sulle origini, sulle peculiarità, sulla natura polimorfa del sistema mafioso romano.

GIULIANO BENINCASA, laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Bologna, attento studioso dei sistemi criminali, attualmente è portavoce dell’associazione bolognese Ombre sulla Repubblica.
Con lui interverranno l'avvocato Andrea Speranzoni, che si è occupato di processi relativi all'eversione di destra in Italia e di reati di terrorismo, e Stefania Pellegrini, che ha attivato presso l'Università di Bologna il primo corso di "Mafie e Antimafie" in una Scuola di Giurisprudenza e da quattro anni dirige il Master di II livello in "Gestione e riutilizzo dei beni e aziende confisacti alle Mafie Pio La Torre".

LUIGIA PANTALEA ROVITO presenta "VITA DI MIRANDA" ROBERTA DIECI presenta "I SOGNI NON FANNO RUMORE" CHIMENA PALMIERI presenta "RAVAL"

Sabato 20 maggio alle 17,00

LUIGIA PANTALEA ROVITO

presenta "VITA DI MIRANDA"
ROBERTA DIECI
presenta "I SOGNI NON FANNO RUMORE"
CHIMENA PALMIERI
presenta "RAVAL"
(tutto edito da Bookabook)

accompagnamento musicale del M° ENRICO CELESTINO, prima viola dell'Orchestra del Teatro Comunale di Bologna

Sabato, oltre che tre romanzi, presentiamo anche un progetto editoriale interessante, quello delle edizioni Bookabook. In casa editrice I manoscritti vengono selezionati e, se approvati, vanno incontro a una campagna di crowdfunding che dura sei mesi, durante la quale sono i lettori - attraverso la prenotazione del libro - a decidere se la pubblicazione avverr à, oppure no. Le campagne che si chiudono con successo, raggiungendo cioè l'importo necessario, prevedono poi un attento editing dell'opera, e tutte le operazioni grafiche. Se, al contrario, la campagna fallisce, vengono restituiti i soldi a chi aveva prenotato l'opera.
In brevissimo, si cerca di dare risalto alle opere di esordienti che si pensa valga la pena di pubblicare, senza chiedere un singolo euro agli autori.

Una breve descrizione dei tre romanzi proposti sabato:
Luigia Pantalea Rovito scrive, con "Vita di Miranda", un romanzo storico che prende le mosse ai primi del Novecento ma anche, come viene definito nella prefazione, un romanzo "emotivo".
È il 17 novembre del 1907, l’arrivo nel mondo della piccola Miranda è annunciato da una lettera di Cristina al suo fidanzato: “Quando la mamma è rincasata, solo un’ora fa, ci ha dato la notizia che si attendeva da tanto: i conti Vallardi Malaspi na sono stati allietati dalla nascita di una piccina… Post scriptum le hanno dato un nome ben strano, si chiamerà Miranda. La mamma sostiene significhi creatura da ammirare”.

Comincia così l’avventura di una bambina fortemente desiderata e molto amata. Intorno a lei ruoteranno personaggi diversi tra loro, alcuni appartenenti all’aristocrazia, altri al popolo. Da ognuno di essi, Miranda saprà distillare gli insegnamenti necessari allo sviluppo della sua personalità, la quale non tarda a rivelarsi determinata e per nulla disposta alla cieca obbedienza richiesta alle signorine del suo rango. Grazie anche al suo precettore, il Maestro Armando Sileni, liberale convinto, la ragazza riuscirà a esprimere la propria essenza anticonformista e, soprattutto, contraria agli obblighi dettati dal Fascismo. Lo scorrere degli eventi la vedrà, prima, spettatrice inorridita di crudeltà indicibili, poi, appassionata partec ipante alla lotta partigiana.

Così invece Roberta Dieci ci racconta la genesi del suo "I sogni non fanno rumore":
"L’idea prima del libro nasce grazie alle mie compagne di squadra e ad una serata un po’ malinconica in cui, per scherzo, ho deciso di mettere nero su bianco le nostre avventure sportive. Il nucleo iniziale si è poi via via arricchito ed è diventato una storia completamente diversa, che però racchiude tanti pezzetti di storie, alcune inventate, altre realmente accadute. Sono veri alcuni personaggi, sono vere le emozioni, sono veri i sogni, sono veri i ricordi.
In memoria di chi non può leggerlo, ma che può in qualche modo rivivere tra le sue pagine."

Ed ecco di cosa tratta "Raval" di Chimena Palmieri:
Può la bellezza trasformarsi in un dono malefico che rovina la vita a chi lo possiede?
Una breve sintesi:
I sogni, si sa, ogni tanto ti coinvolgono in un contropiede fulminante. Così Giulia, studentessa universitaria, si trova ad alternare tacco dodici e tacchetti da calcio in un turbine di vicende che la vedrà protagonista. Scoprirà che in amore, come sul campo da gioco, è meglio attaccare che difendere.
Raval è straniero. È diverso dagli altri ragazzi del suo paese. Lo è nel nome, nelle origini, nella lingua e nell’anima. Ed è bellissimo. Essere l’oggetto inconsapevole del desiderio delle donne del paese lo rende colpevole agli occhi dei suoi “amici”, che troveranno il modo di fargliela pagare.

Ester non è straniera, ma è comunque diversa dalle sue amiche. È intelligente, cresciuta in una realtà che le va presto stretta. E, anche se lo scoprirà nel peggiore dei modi, è bellissima. Esserne a conoscenza sarà un mezzo per farsi strada, esserlo davvero la farà finire vittima della peggiore in vidia, della solitudine e dell’emarginazione. Che succede a due anime annichilite se si trovano una di fronte all’altra?

LUCA MOZZACHIODI presenta la raccolta poetica "L'ARTE DELLA SCONFITTA"

Martedì 16 maggio alle 18,00

LUCA MOZZACHIODI
presenta la raccolta poetica
"L'ARTE DELLA SCONFITTA"
(Qudu libri)

intervengono
ALBERTO BERTONI, PATRIZIA DUGHERO e EDOARDO SALVIONI

Martedì la poesia di Luca Mozzachiodi.
Ecco come ci introduce lui stesso alla sua opera:
"Questi poemi sono dunque l’arte della sconfitta perché in questa scrittura fatta spesso di viaggi, di luoghi, di storia ho voluto ricostruire la nostra storia e la storia d ella nostra sconfitta, parlando dei luoghi nei quali ha preso forma, delle idee che l’hanno animata perché anche quello noi oggi siamo e conoscersi è il primo modo per sopravvivere, sono dunque un’arte nel senso classico,”

Emblematica la dedica del libro:
"Questa raccolta di poemi che vuole dare voce al nostro tempo esce nell'anno 2017, precisamente cento anni fa in un paese da allora non più lontano con le Rivoluzioni vittoriose in Russia si segnava una tappa, tanto fondamentale, quanto rinnegata, del progresso dell'umanità; molti di coloro che quella Rivoluzione fecero trionfare strada per strada e resero viva sostanza di quel racconto di speranza e di emancipazione di popoli e di uomini avevano vent'anni, oggi noi viviamo e cantiamo nel tempo anche della loro sconfitta, ma se davvero con questi poemi che danno voce ai loro tardivi coetanei e ne cantano gli anni ho eretto un monumento, allora è a chi in quel lont ano 1917 aveva vent'anni che questo monumento deve essere dedicato in ricordo."

Luca Mozzachiodi  nasce a Genova nel 1992; poeta e scrittore, ha diretto nel 2013 la rassegna di poesia giovanile a Bologna SpaziDiVersi; per il Collegio Superiore ha organizzato il ciclo di incontri Dialoghi al Collegio.
Ha collaborato alla realizzazione di spettacoli poetico musicali con conservatori e scuole di musica e tiene un blog di arte, letteratura e storia per il circolo del Manifesto di Bologna.
Per Qudulibri suoi testi sono presenti anche nelle antologie "Non ti curar di me se il cuor ti manca", 1 e 2

ALESSANDRO BERSELLI presenta "LE SIAMESI"

Sabato 13 maggio alle 17,30

ALESSANDRO BERSELLI
presenta
"LE SIAMESI"
(ELLIOT edizioni)

interviene GIANLUCA MOROZZI

Sabato celebriamo Il ritorno al giallo di Alessandro Berselli, un caro amico della nostra libreria.
Dopo una lunga parentesi in cui ha esplorato la sua vena ironica e dissacrante, torna alle atmosfere plumbee di "Non fare la cosa giusta", "Cattivo", "Io non sono come voi".
Con "Le siamesi" l'autore punta la sua penna affilata sui giovani e sul loro male di vivere.
Un incontro casuale, un sabato sera che diventa una sfida contro la morte. Non è la prima volta che Ludovica, troppo ricca, troppo annoiata, baratta la sua vita con il pericolo, rimanda al mittente, Dio o chi per lui, la sua giovinezza, chiedendo in cambio rischio, adrenalina, competizione. Una discesa nel baratro dei vuoti esistenziali di una generazione incapace di trovare punti di riferimento e ragioni di sopravvivenza, un tagliente noir minimalista nel quale il lettore è costretto a cambiare continuamente prospettiva, il lucido di ario di un fine settimana di follia dove nulla è quello che sembra. Ma anche una riflessione asettica sul male di vivere e uno spaccato dello spleen contemporaneo, una rassegnata testimonianza di una voce narrante che rifiuta il giudizio ma si limita a fotografare, con l'ausilio di una prosa spettrale, l'assenza di motivazioni che muovono l'umano agire.

Di lui ha scritto Matteo Strukul:
"Alessandro Berselli è un grande ribelle del noir italiano:
la sua è una scrittura colma di fascino e malia,
ammantata di lucida ombra e furia iconoclasta"

Umorista, scrittore, docente di tecniche della narrazione, inizia la sua attività negli anni novanta, collaborando con le riviste Comix e L’apodittico e il sito di satira on line Giuda, e partecipando al Maurizio Costanzo show.
Dal 2003 inizia una carriera parallela come romanziere noir.
Oltre alle raccolte di racconti Storie d’amore di morte e di follia (Arpanet, 2005 ) e Anni zero (Arpanet, 2012), nella sua bibliografia troviamo i romanzi Io non sono come voi (Pendragon, 2007), Cattivo (Perdisa Pop, 2009), Non fare la cosa giusta (Perdisa Pop, 2010), Il metodo Crudele

Presentazione dell'antologia "NOTTI OSCURE. Antologia di racconti thriller"

Venerdì 12 maggio alle 17,30

Presentazione dell'antologia "NOTTI OSCURE. Antologia di racconti thriller" 
(editore LA CORTE)
saranno presenti gli autori
GIANLUCA MOROZZI e FABIO MUNDADORI,

intervengono LEONARDO DI LASCIA e LAURA PIVA (thrillernord.it)
presenta GIUSY GIULIANINI.

Parte dei proventi del libro verranno devoluti all’associazione I Love Norcia, per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto.
Venerdì un'antologia che è stata pensata, prima di tutto, per fornire un sostegno alle popolazioni colpite dall'ultimo terremoto in Centro Italia: grazie a tutti gli autori, a Leonardo Di Lascia, Thrillernord e al La Corte Editore parte dei proventi del libro verranno devoluti all’associazione I Love Norcia.

"Notti Oscure" è una raccolta di racconti curata da Leonardo Di Lascia della Thrillernord, che riunisce 17 maestri del brivido:
Francesca Bertuzzi, Romano De Marco, Matthias Graziani, Gianni La Corte, Antonio Lanzetta, Diana Lama, Diego Lama, Giorgia Lepore, J.P. Marshall, Gianluca Morozzi, Fabio Mundadori, Alessandra Pepino, Pierluigi Porazzi, Piergiorgio Pulixi, Tersite Rossi, Lorenzo Scano e Stefano Tura.

Le notti oscure sono più buie delle altre. Sono quelle che ti sorprendono all'improvviso, che diventano incubi.

DONATO UNGARO presenta "MIO ZIO DON CAMILLO, MIO NONNO PEPPONE... E LA STORIA RICOMINCIA. 18 racconti"

Mercoledì 10 maggio alle 18,00

DONATO UNGARO
presenta
"MIO ZIO DON CAMILLO, MIO NONNO PEPPONE... E LA STORIA RICOMINCIA.
18 racconti"

(Faust edizioni)

interviene il giornalista ANTONIO FARNE'
L'ingegner Bottazzi e la Cesira: un incontro, uno scontro.
E come poteva essere altrimenti?
Il nonno dell'ingegnere è l'ex sindaco comunista Peppone, lo zio della missionaria è il muscolare parroco Don Camillo. Così la storia ricomincia...
Perché la Bassa è, prima di tutto, un luogo dell'anima.

Mercoledì Donato Ungaro ci riporta dopo tanti anni nelle atmosfere che furono di Giovannino Guareschi e il suo sguardo apparentemente bonario.
Un giovane ingegnere, nato nella Bassa ed emigrato da bambino in Germania, viene richiamato in un paese in riva al Po dove esumeranno la salma del nonno. Una giovane suora laica, che da anni ha lasciato l'Italia, viene convocata dal municipio di quel paese per lo stesso motivo: l'esumazione della salma di uno zio prete. Quando i due eredi - l'ingegner Giuseppe Bottazzi e la Cesira - s'incontrano, iniziano a bisticciare per un malinteso. Volano parole grosse, e come poteva andare altrimenti? Il nonno dell'ingegnere è l'ex sindaco comunista "Peppone", lo zio della missionaria è il muscolare parroco Don Camillo. Così la storia ricomincia... Mezzo secolo dopo, in un borgo padano dove il tempo sembra essersi fermato, torneranno ad alternarsi odio e amore, battaglie e alleanze, auto d'epoca e biciclette, falci e campane.
Una storia in diciotto racconti che scorrono placidi ma temibili, come il Grande Fiume sotto la pancia di una barca, sfiorando anime nere o abbracciando temi di grande attualità: dall'integrazione multietnica al racket delle prostitute, dalle escavazioni abusive lungo il Po alla solidarietà bipartisan verso una bambina malata. Perché la Bassa è, prima di tutto, un luogo dell'anima.

Donato Ungaro è giornalista professionista dal 2005; tra le varie testate per cui ha collaborato ricordiamo la Gazzetta di Reggio e la Gazzetta di Parma e la redazione bolognese de l'Unità. In ambito televisivo ha realizzato numerosi servizi per il tg dell'emittente nazionale La7, ha collaborato con Le Iene di Italia Uno e con TvParma, TeleReggio, MantovaTv.
E' da sempre appassionato estimatore dell'opera e della vita di Guareschi.
Fu tra i primi a scoprire, nei primi anni Duemila, attraverso le sue inchieste giornalistiche, le infiltrazioni della malavita organizzata nella provincia reggiana, come è poi stato sancito dall' inchiesta Aemilia molti anni dopo.
Collabora anche, a titolo gratuito, con il giornale "Piazza Grande"

TITO BARBINI presenta "QUELL'IDEA CHE CI ERA SEMBRATA COSì BELLA. DA BERLINGUER A RENZI, IL LUNGO VIAGGIO"

Lunedì 8 maggio alle 18,00

TITO BARBINI
presenta
"QUELL'IDEA CHE CI ERA SEMBRATA COSì BELLA. DA BERLINGUER A RENZI, IL LUNGO VIAGGIO"

intervengono:
GESSICA ALLEGNI
(gruppo organizzativo nazionale di Articolo 1)
FAUSTO ANDERLINI
(scrittore e sociologo)
ANDREA DE MARIA
(parlamentare PD)


Un libro inconsueto, non un diario o un'autobiografia, anche se qui dentro c'è tutta una vita in cui molti potranno riconoscersi.
Piuttosto un viaggio a ritroso, dietro ai fallimenti e alle delusioni della grande utopia comunista. Ma anche dietro a quel patrimonio di idee e di sentimenti di quanti - e Tito Barbini tra loro - si sono spesi generosamente per un'idea che prometteva giustizia, eguaglianza, libertà.
Come in un romanzo, in queste pagine si intrecciano la Storia maggiore e quella minore. I grandi personaggi come Mitterrand, Berlinguer, Gorbaciov e le persone che solo gli affetti custodiscono nel ricordo, come il padre, operaio comunista.
I ricordi personali - dall'infanzia a Cortona al Sessantotto, dall'impegno nel Partito ad Arezzo al Comitato Centrale del PCI - e i grandi scenari nazionali o i misteri di Italia, a partire dalla Loggia P2 di Gelli.
"Quell'idea che ci era sembrata così bella" è una miniera di vicende e di ritratti in punta di penna, ripercorrendo cinquant'anni di vita politica e istituzionale nel filo di un racconto che mette testa e cuore.
Il viaggio più difficile e più emozionante di un uomo che non ha smesso di gonfiare le vele verso nuovi orizzonti.

Tito Barbini, classe 1945, sindaco di Cortona a 24 anni, poi presidente della Provincia di Arezzo, infine per 15 anni assessore regionale prima all’Urbanistica e poi all’Agricoltura, amico personale di François Mitterrand. Si mette dietro le spalle tutto questo e intraprende un viaggio lungo cento giorni, che lo porta dalla Patagonia all’Alaska. Cento giorni a piedi e in corriera, per bagaglio uno zaino.
Così un protagonista della politica italiana si lascia tutto alle spalle, per diventare viaggiatore e scrittore di viaggi.
Ora, con questo libro, intraprende un viaggio nella mempria e nella storia personale e italiana, per chiudere il cerchio.

CARMELO PECORA presenta la raccolta "TRE RAGAZZI IN CERCA DI AVVENTURE E SETTE RACCONTI"

Sabato 6 maggio alle 17,00
CARMELO PECORA
presenta la raccolta
"TRE RAGAZZI IN CERCA DI AVVENTURE E SETTE RACCONTI"
(Cartacanta edizioni)

interviene ANDREA COTTI
letture a cura di FRANESCA FANTINI

Sabato torna a trovarci Carmelo Pecora, scrittore siciliano ormai di casa nella nostra libreria.
Enna, centro della Sicilia, tre ragazzi di 12 anni hanno voglia di Libertà, e così decidono di intraprendere un viaggio che li possa portare lontano, magari in Am erica. Tra mille peripezie arriveranno a Palermo, il capoluogo, un posto mai visto e all’apparenza lontanissimo, ma il successivo passo sarà salire su una nave, per una avventura ancora più incredibile. Dopo molti anni, uno dei protagonisti, come Responsabile della Polizia Scientifica di Forlì si trova di fronte ad una situazione simile. Una ragazzina, per amore, ha abbandonato la sua famiglia e la sua Terra di Puglia, sola e indifesa. I ricordi, inevitabilmente, si faranno spazio durante le procedure di identificazione e tutto sembrerà tornare a quel lontano 1971. In calce alcuni dei migliori racconti dell’autore con in testa “Passeggiando sulla collina dei giusti” e “19 Luglio 1992”.

Carmelo Pecora (Enna, 1959) è un ex ispettore capo della Polizia scientifica. In ambito letterario ha al suo attivo diverse pubblicazioni tra cui: 9 maggio ’78 - Il Giorno che assassinarono Aldo Moro e Peppino Impastat o (Editrice Zona, 2007) che ha ricevuto il Premio speciale al concorso Com&Te e dal quale è stato tratto il reading teatrale L’Urlo di Maggio; Polvere negli occhi sulla strage alla stazione di Bologna (Editrice Zona, 2009), Ustica, confessioni di un angelo caduto (Editrice Zona, 2011) e Gli infedeli – storie e domande della Uno bianca (Editrice Zona 2014).“

IDRISS AMID presenta la raccolta poetica "MALINSONNIA"

Venerdì 5 maggio alle 18,00

IDRISS AMID
presenta la raccolta poetica
"MALINSONNIA"
(Libellula edizioni)

intervengono
ROSSELLA DI BERARDO, FULVIO PEZZAROSSA, PINA PICCOLO

Venerdì incontriamo la voce poetica di Idriss Amid.
"L’insonnia presuppone il non dormire, il vegliare, il vivere, ma se è malinsonnia è il “ male di vivere” di montaliana memoria. Amid in questa raccolta dal titolo così evocativo riunisce tutta la produzione poetica fin qui espressa, potremmo dire ch’è il suo romanzo di formazione in versi, intellettuale ed emotivo".
(Dalla postfazione di Gabriele Amadori)

IDRISS AMID è nato a Tetuan, in Marocco.
Dopo essersi laureato a Rabat ha proseguito gli studi in Italia, dove ha conseguito una laurea specialistica in Lingua e Cultura Italiana e, in seguito, un Dottorato di ricerca in Culture Letterarie, Filologiche e Storiche, presso l'Università di Bologna.
Alcune sue poesie e racconti sono usciti all'interno di antologie cartacee e online.

FRANCESCO ALOE presenta il romanzo "L'ULTIMA BAMBINA D'EUROPA"

Mercoledì 3 Maggio alle 18,00

FRANCESCO ALOE 
presenta il romanzo
"L'ULTIMA BAMBINA D'EUROPA"
(Alter Ego edizioni)

interviene PAOLA SCROLAVEZZA

Mercoledì ritroviamo Francesco Aloe, che aveva esordito proprio nella nostra libreria nel 2008, ed è un piacere vedere che ha mantenuto un piede ben saldo nel m ondo della letteratura. "L'ultima bambina d'Europa" rovescia la prospettiva delle migrazioni, ipotizzando che, in un prossimo futuro, siano gli Europei a trovarsi nella condizione di emigrare in Africa...
Nel romanzo, un terribile quanto improvviso cambiamento climatico ha reso invivibile la maggior parte delle terre emerse. Il freddo e la neve hanno preso il sopravvento in tutta l’Europa e i pochi esseri umani rimasti, per lo più uomini adulti, lottano per la sopravvivenza, tra insidie ambientali e pattuglie militari senza scrupoli intenzionate a evitare l’emigrazione di massa verso l’Africa, una terra lontana ma che sembra immune alla dilagante disgrazia.
Con un vero e proprio omaggio letterario allo straordinario romanzo "La strada" di Cormac McCarthy, Francesco Aloe immagina il cammino di una famiglia su una via lunga e piena di insidie. La strada in questo romanzo è percorsa da un uomo, una donna incinta e una bambina. A unirli e tenerli in vita, non sono solo il poco cibo e qualche coperta, ma il desiderio profondo di raggiungere incolumi la terra “dove ancora vivono gli uccelli” e ricominciare, da lì, un nuovo percorso di vita, lontano dalle violenze e dalle atrocità a cui hanno assistito durante il loro lungo viaggio.

FRANCESCO ALOE è è studioso di letterature moderne e autore di romanzi.
Nel 2008 pubblica "Vertigine", il suo primo thriller. Nel 2011 esce, "Il vento porta farfalle o neve", pubblicato da Edizioni Ambiente nella collana VerdeNero Noir: un romanzo d'inchiesta che prende le mosse dai fatti che determinarono la tragedia del Moby Prince.
E' direttore editoriale della collana Versante Est per la casa editrice Delos Digital.

"MANDALA. LA DIMENSIONE DELL'ORIGINE" a cura di DARYA TSAPTSYNA

 Martedì 2 maggio alle 18,00

"MANDALA. LA DIMENSIONE DELL'ORIGINE"
a cura di DARYA TSAPTSYNA,
operatrice dell'APS Trees di Bologna

Martedì un incontro per approfondire la tecnica ed il significato dei mandala. In questi ultimi tempi c'è stata una vera e propria esplosione di libri che propongono il disegno attraverso i Mandala, un simbolo spirituale e rituale che rappresenta l’universo.
Ma cosa sono, in origine, i Mandala?
Non solo una forma d’arte, i mandala sono usati in numerose tradizioni spirituali, ma soprattutto nell’Induismo e nel Buddismo, per focalizzare l’attenzione, per definire uno spazio sacro e per aiutare la meditazione.
Nel buddhismo tibetano i mandala vengono disegnati con sabbie colorate e poi distrutti, a simboleggiare l’impermanenza del mondo materiale. Il mandala di sabbia rappresenta il nostro potere di acquisire conoscenza e saggezza, per combattere la negatività, l’odio, la rabbia e la violenza
Oggi il termine mandala è molto conosciuto anche in Occidente ed è entrato nell’uso comune per indicare motivi geometrici, diagrammi e disegni circolari che rappresentano simbolicamente un microcosmo dell’universo, usati in vari ambiti (dalle pratiche spirituali alla psicologia) per ritrovare calma, equilibrio, pace e aumentare la consapevolezza di sé.

DARYA TSAPTSYNA, nel corso dell'incontro, illustrerà perchè scegliere i mandala, che benefici si possono ottenere a ttraverso il mandala, illustrando anche alcune tecniche di disegno, anche attraverso il proprio percorso formativo.
Verrà inoltre proposta una bibliografia di testi che possano fornire un supporto teorico alla pratica proposta.

Darya Tsaptsyna è operatrice dell'APS Trees di Bologna; è pittrice laureata in Belle Arti in Russia, ed è facilitatrice del Mandala dal 2010.
Nel 2012 Darya riceve l'attivazione del corpo di luce Merkabah direttamente con Drunvalo Melchizedek; dal 2015 segue la formazione secondo il metodo di pittura di Rudolf Steiner.
Il suo proposito è riconnettersi con il Sé Divino disegnando Luce per superare l'illusione di separazione e per integrare l'intelligenza, la volontà e il sentimento nell'armonioso concerto dell'Anima.

PAOLA MATTIOLI presenta la raccolta poetica "A PICCOLI PASSI"

Sabato 29 aprile alle 17,00
PAOLA MATTIOLI
presenta la raccolta poetica
"A PICCOLI PASSI"
(Pendragon editore)

interviene CINZIA DEMI

Sabato incontriamo nuovamente la poesia di Paola Mattioli, che già avevamo ospitato in occasione della sua precedente pubblicazione, "Al di là del cielo"
Nei versi di questa raccolta sono racchiuse esperienze nate da visioni di luoghi e città, da conoscenza di voli di uccelli e di linguaggio dei fiori, fatte di capacità di ricordare il passato, di ritornare all'infanzia, sognare davanti al mare, indignarsi per le ferite inferte da questa società ai più deboli. Capacità che emerge nei Piccoli passi con cui l'autrice procede spedita.

Paola Mattioli scopre durante le scuole superiori la magia e la bellezza dello scrivere. Per motivi lavorativi questa passione s'interrompe, per un lungo periodo di tempo, per riprendere dopo la morte della madre, avvenuta nel 2006. È in questa fase della sua vita che lo scrivere per lei diventa ne cessario, essenziale, tanto da descriverlo come un'esperienza che le fa attraversare momenti speciali, unici, di silenzio e interiorità. Nascono così le sue poesie dell'età matura: sentimenti profondi, ricordi amari e a volte dolorosi, sentimenti d'amore intensi, attraversati da una vena malinconica sempre rivolta alla controversa e irrinunciabile bellezza della vita, ma il tutto visto con gli occhi dell'infanzia. Il suo primo libro Vorrei esce, in un'edizione ridotta e prodotta in proprio, nel 2012. Per Pendragon nel 2015 pubblica la raccolta di poesie Al di là del cielo e nel 2017 A piccoli passi.

LEONARDA MORSI presenta "2031. AMORE PECCAMINOSO"

Venerdì 28 aprile alle 18,00

LEONARDA MORSI
presenta
"2031. AMORE PECCAMINOSO"
(Pizzonero editore)

interviene GIANLUCA MOROZZI

Venerdì pomeriggio, Leonarda Morsi propone un romanzo erotico e distopico, intreccio raramente sperimentato.

Siamo nel 2031.
L’ Europa è in fiamme per i numerosi attacchi islamisti.
Un terribile attentato in Piazza San Pietro a Roma ha mietuto numerose vittime tra i fedeli e provocato la morte del Santo Padre. Il popolo italiano sconvolto e impaurito ha scelto di abbandonare la Repubblica per il Nuovo Stato Pontificio.
La vicenda si sviluppa dunque In un contesto politico e sociale di oppressione e oscurantismo.
Sara, il cui compagno magistrato è stato arrestato come nemico dello Stato, decide di trasformare in albergo clandestino un vecchio casolare di famiglia.
In questo luogo dove tutti possono amarsi liberamente si incontrano sia Angela e Davide che Andrea e Roger, costretti a nascondersi delle nuove norme persecutorie e omofobe: la padrona di casa li ripara e protegge, consentendo loro di espiremere i loro amori non più legali nel nuovo ordinamento.
Un romanzo che racconta un sesso esplicito ma non morboso, portando a riflettere sulle conseguenze della commistione fra morale pubblica e costumi privati, verso la quale rischiamo di andare, nel clima esacerbato in cui ci troviamo a vivere.

PIETRO ORSATTI presenta "IL BANDITO DELLA GUERRA FREDDA.

Mercoledì 26 aprile alle 17,45
PIETRO ORSATTI
presenta
"IL BANDITO DELLA GUERRA FREDDA.
Dagli archivi ritrovati, la ricostruzione della storia di Salvatore Giuliano e di Portella della Ginestra. Il peccato originale della Repubblica."

(Imprimatur edizioni)

intervengono LUIGI NOTARI e FEDERICO LACCHE
Mercoledì, con una contiguità voluta con le celebrazioni per la Festa della Liberazione, un interessante saggio che fa luce sug li oscuri anni dell'immediato Dopoguerra.
A settant’anni dalla strage di Portella della Ginestra si aprono, almeno parzialmente, gli archivi italiani, inglesi e statunitensi sui sette anni che cambiarono la storia del nostro Paese.
I sette anni “ufficiali” di attività del bandito Giuliano, dal 1943 al 1950, anno della sua morte. Quello che emerge dalla lettura dei documenti resi pubblici e dalla ricerca di altre testimonianze finora inedite, smentisce gran parte delle verità ufficiali.

Portella dalla Ginestra fu il primo tentativo di colpo di stato della storia della Repubblica italiana.
La strage di Portella della Ginestra del primo maggio 1947 doveva provocare la reazione del Partito Comunista per innescare un colpo di stato. Mentre si stava ancora scrivendo la Costituzione era già tutto pronto: l’appoggio militare degli Stati Uniti, perfino la benedizione della chiesa, gruppi paramilitari e di terroristi fascisti app oggiati da monarchici e separatisti, l’onnipresente presenza della mafia sia siciliana che italoamericana e perfino un “capo” che lo guidasse.
Questo emerge a settant’anni dalla strage da “Il bandito della Guerra fredda”, di Pietro Orsatti. Una ricostruzione basata sulla rilettura di documenti “riscoperti” e in parte inediti, impietosa e a volte “politicamente scorretta”. Un libro «schierato dalla parte di chi ha subito la violenza aggravata dall’inganno», come scrive l’autore nella nota introduttiva.

Il libro si concentra sulla figura di Salvatore Giuliano, pedina e catalizzatore di un intreccio politico sia nazionale che internazionale, e la inserisce all’interno di uno scenario ben lontano dalla versione ufficiale sia sulla sua vita che sul suo ruolo anche nella strage del primo maggio 1947. Un ragazzo siciliano che uccide un carabiniere nel 1943 per due sacchi di grano destinati alla borsa nera e pochi mesi dopo guida un gruppo armato che assalta armerie e organizza evasioni di massa per poi fuggire prima in Calabria. Qui entra in contatto con i gruppi fascisti legati al “principe nero” Pignatelli, e probabilmente su ordine di questi si infiltra a Taranto nei reparti dell’esercito sabaudo sotto comando americano per poi disertare e arruolarsi nelle Marche al gruppo “Ceccacci” della Decima Mas di Juno Valerio Borghes; poi, come raccontano i documenti dei servizi segreti Alleati, diventerà prima comandante della “Brigata Giuliano” (e non “banda” come verrà chiamata in seguito) di fede fascista e alla fine diventare il Colonnello dell’esercito separatista EVIS.
Giuliano mafioso e socio in innumerevoli affari con Cosa nostra a partire dal business dei sequestri. Giuliano che si macchia con i suoi di centinaia di omicidi, soprattutto di uomini delle forze dell’ordine e militant i comunisti e dirigenti sindacali.
Giuliano che nell’agosto del 1947 doveva organizzare l’evasione di Valerio Borghese da Procida per consentirgli di guidare il golpe che doveva scattare dopo la strage di Portella. Giuliano che solo sette giorni dopo la strage di Portella della Ginestra si prese una settimana di vacanze sulle montagne che sovrastano Montelepre con Mike Stern (all’epoca ufficiale e membro del controspionaggio statunitense), un’agente svedese legata al movimento sionista e un altro membro dei servizi americani. Morto ammazzato a 27 anni dopo sette anni di violenze e sangue.
Dopo che per anni pubblicamente chiedeva ai politici che “rispettassero i patti” dopo essere saliti al potere. I patti stretti per colpire il Pci e il sindacato.

Pietro Orsatti, nato a Ferrara, è cresciuto e ha trascorso gran parte della sua vita a Roma. Ha lavorato e collaborato con numerose testate giornalistiche fra cui «il Manifest o», «Diario», «Liberazione», «Left/Avvenimenti», «Nuova Ecologia», «Terra», Radio Popolare, Rai, Arcoiris, ag Dire, «MicroMega», «Antimafia Duemila» e «I Siciliani/giovani». Fra i primi in Italia a puntare sull’informazione aperta sul web e sul giornalismo partecipativo, ha realizzato e diretto più di venti documentari. Ha scritto per il teatro e per progetti audiovisivi. Ha pubblicato A Schiena Dritta, L’Italia Cantata dal Basso, Segreto di Stato, Grande Raccordo Criminale (con Floriana Bulfon, Imprimatur 2014), Roma Brucia (Imprimatur 2015), In morte di Don Masino (Imprimatur 2016) e alcuni ebook (Roma, L’Era Alemanna, Il Lampo verde, Utopia Brasil).

"BOLOGNA IN LETTERE" INTERFERENZE - ATTO VII

sabato 22 aprile alle 18,00

per il festival "BOLOGNA IN LETTERE"
INTERFERENZE - ATTO VII
 

presentazione dei volumi:
"IN TAGLI RIPIDI" di ALESSANDRO BRUSA
(Perrone editore)


"EX TRA SISTOLE" di ENZO CAMPI
(Marco Saya editore)


"DA CHE VERSO STAI?" di SONIA CAPOROSSI
(Marco Saya editore)
 

interviene FRANCESCA DEL MORO

Sabato, in attesa delle giornate conclusive che animeranno buona parte del mese di Maggio, il Festival Bologna in Lettere realizzerà il settimo appuntamento della stagione. La sera ta si svilupperà su tre anteprime assolute: due libri di poesia e un volume di critica letteraria. Enzo Campi con "ex tra sistole", Alessandro Brusa con "In tagli ripidi" e Sonia Caporossi con "Da che parte stai?" saranno i protagonisti della serata che prevede inoltre un intervento critico di Francesca Del Moro. I tre protagonisti metteranno a nudo diverse possibilità di offrire la parola poetica, così com'è tradizione consolidata del Festival che lavora sull'interazione di diversi linguaggi artistici.
Alessandro Brusa, In tagli ripidi, Giulio Perrone Editore

Il corpo è uno spazio geografico, un territorio da mappare ed esplorare. Abitarlo significa conoscerne i confini, costruire strutture in grado di garantire un riparo. Chi abita il corpo accetta di viverlo anche in punta, vale a dire nei suoi aspetti più aguzzi e pungenti. Forse la poesia di Alessandro Brusa nasce proprio da un graffio, una puntur a della realtà che scalfisce l’epidermide e provoca una ferita.
Alessandro Brusa nasce a Imola (BO) nel 1972; nel 1976 si trasferisce a Bologna dove si laurea. Esordisce nel 2004 con il romanzo Il Cobra e la Farfalla (Pendragon) ed in poesia nel 2013 con La Raccolta del Sale (Giulio Perrone Editore). Suoi lavori compaiono in vari blog e riviste sia in Italia sia, in traduzione, all’estero

Mentre questa è parte dell'introduzione che Giorgio Bonacini scrive per "ex tra sistole" di Enzo Campi:
[…] Enzo Campi è poeta che non si lascia agganciare da una mera interpretazione sperimentale, perché la sua estroversione selettiva coglie e combina ogni materia sensibile che la lingua possiede: sia in atto esplicito sia come annuncio segreto. In ogni caso un atto di parola da scoprire, anche quando questo sembra apparire non chiamato o accadere non destinato. In queste pagine si compie un tumulto fonico che sente e fa sentire – con una profonda duplicità del concetto di “udire” in sé e in sé “provare” il senso – come e quanto un dire così prensile non possa tendere a esprimere suoni che portano un significato concluso, ma prova a incidere nell’aria e sulla carta imprimere le “le cose e i silenzi/raschiati dal fondo” […]

Con il saggio di Sonia Caporossi ci spostiamo nell'ambito della critica.
La poesia, fin dall’antichità, ha sempre avuto il compito di esprimere, attraverso l’uso precipuo del linguaggio metaforico, il senso e lo spirito di un popolo, la fenomenologia compiuta della sua civiltà («il genio della lingua è anche il genio della letteratura di una nazione», diceva Herder ispirandosi a Hamann). In questo senso, ha ragione Roland Barthes quando afferma che è proprio nel «lavoro di spostamento» che lo scrittore «esercita sulla l ingua» a prendere corpo la capacità, insita da sempre nella letteratura, di farsi portatrice di un messaggio di rinnovamento oltre che estetico anche ideologico, e quindi sociale. Ma quale civiltà oggigiorno la poesia potrebbe arrogarsi il diritto di rappresentare, tutelare e proteggere nelle proprie archetipiche cristallizzazioni culturali?

Sonia Caporossi (Tivoli, 1973), docente, musicista, musicologa, scrittrice, poeta, critico letterario, artista digitale, si occupa di estetica filosofica e filosofia del linguaggio. Suoi contributi saggistici, narrativi e poetici sono apparsi su blog e riviste nazionali e internazionali
Dirige il blog Critica Impura
Vive e lavora nei pressi di Roma

SERGIO CRESPI presenta "PSICOLOGIA DI UN COLPO IN CANNA"

Mercoledì 19 aprile alle 18,00
SERGIO CRESPI
presenta
"PSICOLOGIA DI UN COLPO IN CANNA"
(editrice Il Filo)

interviene LUCA ASSIRELLI

Un romanzo psicologico intenso e con un ritmo incalzante; un viaggio nella depressione vita dall'interno e nei meandri della mente umana.
Un colpo in canna: è sufficiente per farla finita, oppure per salvarsi.

AZZURRA DE PAOLA presenta "IL PESO MINIMO DELLA BELLEZZA"

Martedì 18 aprile alle 17,30

AZZURRA DE PAOLA
presenta
"IL PESO MINIMO DELLA BELLEZZA"
(Liberaria editrice)

interviene PINA PICCOLO (Lamacchinasognante.com)
Letture dell'attore Angelo Lamantia

un viaggio intenso nell'intimità del rapporto fortissimo tra madre e figlio. Un vaso rotto, un rubinetto otturato, un pianto disperato. Tutti segnali comuni, di rapporti comuni, di un dolore e una bellezza nascosti. Questo il modo di scoprirli, tralasciando la storia e ascoltando il non detto.